Il sovraindebitamento è la condizione di chi non può accedere alle procedure concorsuali maggiori, perché privo di partita IVA, sotto le soglie di fallibilità, o semplicemente perché è un consumatore senza attività d'impresa. Il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza dedica a questi soggetti tre procedure specifiche, più snelle delle procedure maggiori ma altrettanto vincolanti per i creditori. Contenuto informativo: la scelta della procedura corretta richiede sempre un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e, per i casi più complessi, un avvocato specializzato.
Capire a quale procedura si ha accesso, e quali differenze comporta, è il primo passo: usare lo strumento sbagliato significa perdere tempo e, spesso, l'occasione di liberarsi davvero dai debiti.
Chi può accedere e con quale procedura
Possono accedere alle procedure di sovraindebitamento i consumatori, i professionisti, i piccoli imprenditori e gli imprenditori agricoli sotto le soglie di fallibilità, le start-up innovative, e in generale chiunque non sia assoggettabile alla liquidazione giudiziale. Il consumatore, cioè chi ha contratto debiti per scopi estranei a un'attività d'impresa o professionale, accede al piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore. Chi ha anche debiti d'impresa accede invece al concordato minore.
La differenza non è solo nominale: cambia radicalmente il meccanismo di approvazione del piano, e questo condiziona fortemente quale procedura convenga effettivamente attivare.
Piano del consumatore: decide il giudice, non i creditori
Il piano di ristrutturazione del consumatore è l'unica procedura concorsuale italiana che non richiede il voto dei creditori. Decide il tribunale, valutando se il debitore è meritevole (non ha colposamente determinato il sovraindebitamento, ad esempio assumendo debiti senza ragionevole prospettiva di adempierli) e se il piano è coerente con la capacità patrimoniale e reddituale del debitore. Questo rende il piano del consumatore particolarmente efficace quando i creditori sarebbero comunque ostili a qualsiasi proposta.
Concordato minore: serve l'approvazione dei creditori
Il concordato minore segue invece la logica delle procedure concordatarie maggiori: il piano viene approvato se ottiene il voto favorevole dei creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto. È riservato a chi ha debiti derivanti, anche solo in parte, da un'attività d'impresa, oppure ai professionisti che vogliono proseguire l'attività ristrutturando l'esposizione debitoria.
In entrambe le procedure interviene l'Organismo di Composizione della Crisi (OCC), un organismo terzo che assiste il debitore nella predisposizione della proposta, verifica la completezza della documentazione e redige una relazione particolareggiata che il tribunale utilizza per valutare l'ammissibilità.
Liquidazione controllata ed esdebitazione del debitore incapiente
Quando non c'è un piano sostenibile da proporre, resta la liquidazione controllata: l'equivalente, per i debitori sotto-soglia, della liquidazione giudiziale. Un liquidatore nominato dal tribunale vende il patrimonio del debitore e distribuisce il ricavato ai creditori secondo le prelazioni legali, dopodiché il debitore persona fisica può accedere all'esdebitazione.
Per chi non ha alcun patrimonio o reddito utilizzabile, il Codice della Crisi prevede l'esdebitazione del debitore incapiente: la liberazione dai debiti residui senza alcun pagamento, riservata a chi non ha mai beneficiato di questo strumento prima, e revocabile se nei quattro anni successivi sopravvengono utilità rilevanti (un'eredità, una vincita, un aumento di reddito significativo) non destinate proporzionalmente ai creditori.
Domande frequenti
- Chi può accedere alle procedure di sovraindebitamento?
Consumatori, professionisti, piccoli imprenditori e imprenditori agricoli sotto le soglie di fallibilità, start-up innovative e ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale o ad altre procedure concorsuali maggiori.
- Cosa cambia tra piano del consumatore e concordato minore?
Il piano del consumatore non richiede il voto dei creditori: decide il giudice valutando merito di credito e meritevolezza. Il concordato minore, riservato a chi ha anche debiti d'impresa, richiede l'approvazione dei creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto.
- Cos'è la liquidazione controllata?
È la procedura liquidatoria per i debitori sotto-soglia: un liquidatore nominato dal tribunale vende il patrimonio del debitore e distribuisce il ricavato ai creditori secondo le prelazioni, aprendo la strada all'esdebitazione.
- Cos'è l'esdebitazione del debitore incapiente?
Consente al debitore persona fisica meritevole, privo di beni e reddito sufficienti, di ottenere la liberazione dai debiti residui senza alcun pagamento. È utilizzabile una sola volta nella vita ed è revocabile se sopravvengono utilità rilevanti nei quattro anni successivi.