Il D.Lgs. 24/2023, che recepisce la direttiva UE 2019/1937, ha riorganizzato la disciplina del whistleblowing in Italia, sostituendo le norme frammentarie precedenti (l'art. 6 del D.Lgs. 231/2001 e la legge 179/2017 per il settore pubblico) con un impianto unitario applicabile sia al settore pubblico che a quello privato. Contenuto informativo: la predisposizione di un sistema di whistleblowing conforme richiede sempre un legale specializzato in compliance aziendale.
L'obiettivo dichiarato è incoraggiare le segnalazioni di illeciti rimuovendo il timore di ritorsioni, che resta storicamente il principale deterrente per chi viene a conoscenza di condotte scorrette sul posto di lavoro.
Chi deve attivare i canali di segnalazione
L'obbligo di istituire un canale interno di segnalazione riguarda i soggetti del settore privato con una media di almeno 50 dipendenti nell'ultimo anno, le società che hanno adottato un modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 indipendentemente dal numero di dipendenti, e chi opera in settori specifici (servizi finanziari, prevenzione del riciclaggio, sicurezza dei trasporti, tutela ambientale) soggetti a normativa UE settoriale, anch'essi senza soglia dimensionale.
Per le imprese tra 50 e 249 dipendenti, il D.Lgs. 24/2023 consente di condividere le risorse per la gestione del canale interno e l'effettuazione delle indagini, una facilitazione pensata per le PMI che non hanno la struttura per gestire autonomamente l'intero sistema.
Cosa si può segnalare e la garanzia di riservatezza
Sono segnalabili gli illeciti relativi alla violazione di normative nazionali o dell'Unione Europea che ledono l'interesse pubblico o l'integrità dell'amministrazione pubblica o dell'ente privato, di cui il segnalante ha avuto notizia in ragione del proprio contesto lavorativo, anche se il rapporto si è già concluso, non è ancora iniziato (durante un colloquio di selezione, ad esempio) o riguarda un periodo di prova.
L'identità del segnalante, e ogni altra informazione da cui essa possa essere dedotta, deve restare riservata in tutte le fasi della procedura, e può essere rivelata solo con il suo consenso espresso o nei limitati casi previsti dalla legge per garantire il diritto di difesa della persona segnalata.
La segnalazione esterna all'ANAC
Quando il canale interno non è disponibile, non ha funzionato, o il segnalante ha fondato motivo di ritenere che una segnalazione interna non avrebbe seguito utile o potrebbe comportare un rischio di ritorsione, può rivolgersi direttamente all'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), che gestisce un proprio canale esterno indipendente dall'organizzazione segnalata, con le medesime garanzie di riservatezza.
Il divieto di ritorsione e le sanzioni
Il D.Lgs. 24/2023 vieta espressamente ogni atto ritorsivo contro il segnalante, definendolo in modo ampio: licenziamento, demansionamento, sospensione, mancata promozione, modifica delle mansioni, intimidazioni, danni reputazionali, sono tutti esempi esplicitamente elencati. Gli atti ritorsivi sono nulli, indipendentemente dalla motivazione formale addotta, e il segnalante ha diritto al reintegro nel posto di lavoro o al risarcimento del danno.
L'ANAC può applicare sanzioni pecuniarie da 10.000 a 50.000 euro per condotte ritorsive accertate, da 10.000 a 50.000 euro anche per chi ostacola la segnalazione o viola l'obbligo di riservatezza, e fino a 50.000 euro per chi non istituisce i canali di segnalazione richiesti o adotta procedure non conformi alla normativa.
Domande frequenti
- Quali aziende devono attivare i canali di whistleblowing?
I soggetti privati con almeno 50 dipendenti in media nell'ultimo anno, le società con modello organizzativo 231, e chi opera in settori finanziari, di trasporto o ambientali soggetti a normativa UE specifica, indipendentemente dal numero di dipendenti.
- Cosa si può segnalare tramite whistleblowing?
Illeciti relativi alla violazione di normative nazionali o europee che ledono l'interesse pubblico o l'integrità dell'ente, di cui il segnalante ha avuto notizia in ragione del proprio rapporto di lavoro, anche concluso o non ancora iniziato.
- Quando si può segnalare direttamente all'ANAC?
Quando il canale interno non è attivo o non ha funzionato, o quando il segnalante ha fondato motivo di ritenere che una segnalazione interna non avrebbe seguito utile o comporterebbe rischio di ritorsione.
- Cosa rischia chi ritorsisce contro un segnalante?
L'ANAC può applicare sanzioni da 10.000 a 50.000 euro per condotte ritorsive. Gli atti ritorsivi sono inoltre nulli e danno diritto al segnalante al reintegro o al risarcimento del danno.